La nuova legge sulla montagna rischia di ridisegnare la geografia istituzionale del territorio provinciale riminese. Con i nuovi criteri, basati su un algoritmo che limita al 35% il territorio montano nazionale, in provincia resterebbero solo 4 Comuni montani su 11: Casteldelci, Sant’Agata Feltria, Montecopiolo e Pennabilli. Gli altri sette perderebbero fondi e agevolazioni, venendo ridefiniti collinari e quindi privi di quello status che fino ad oggi aveva garantito loro finanziamenti, agevolazioni, e normative necessarie a frenare lo spopolamento.
“Non è solo una questione di forma - evidenzia il presidente della Provincia, Jamil Sadegholvaad -, perché i Comuni montani possono avere fondi dedicati ai territori svantaggiati e disporre di agevolazioni e deroghe a leggi nazionali. Pensiamo alla deroga sul numero minimo di alunni per mantenere aperta una scuola di montagna. Se la nuova legge, ad esempio, disporrà lo stanziamento di 200 milioni di euro per misure atte a contrastare lo spopolamento, una cifra comunque ridotta rispetto al passato, con l'introduzione dei nuovi criteri normativi molti dei Comuni montani dell'Appennino rischieranno di perdere la qualifica.”
Secondo stime della Regione, con questa nuova legge in Emilia-Romagna sarebbe ipotizzabile una riduzione del 40% dei Comuni considerati montani. Avverte, allora, Sadegholvaad: “Attenzione, perché questo potrebbe essere lo scenario riminese: degli 11 comuni attualmente riconosciuti come montani o parzialmente montani, ben 7 rimarrebbero esclusi dalla nuova classificazione: Maiolo, Novafeltria, Talamello, Sassofeltrio, San Leo, Verucchio e Poggio Torriana perderebbero lo status di "comune montano" e con esso tutte le agevolazioni connesse.”
Rimarrebbero, quindi, solo Casteldelci, Sant'Agata Feltria, Montecopiolo, Pennabilli. E tutto questo mentre i territori dell'entroterra sono costretti ad affrontare problematiche legate al progressivo spopolamento, alla conseguente chiusura di scuole e servizi essenziali, e all'invecchiamento della popolazione.
“Gli ultimi anni - sottolinea il presidente della Provincia - ci hanno insegnato quanto sia vitale tenere insieme montagna e collina e quanto questi territori siano fragili e strategici per l'intero sistema. E proprio ora arriva una legge che li abbandona. Non possiamo, quindi, accettare che comunità che da decenni lottano contro l'isolamento e il degrado vengano improvvisamente classificate come "non montane" con un algoritmo che ignora la realtà dei territori.”
In vista della imminente conferenza Stato-Regioni, “l'auspicio - conclude Sadegholvaad - è che il confronto possa portare a rivedere questi criteri inaccettabili, garantendo che a tantissimi Comuni, tra cui quelli della provincia di Rimini, possa essere riconosciuto uno status speciale che non è solo questione di finanziamento ma di uguali opportunità e dignità.!