"Le discriminazioni nei luoghi di lavoro sono spesso ricorrenti, la disparità di trattamento si può configurare per i diversi fattori di discriminazione (sesso, razza, religione, disabilità, orientamento sessuale, orientamento politico ecc.…). La fattispecie di “discriminazione fondata sulla disabilità” comprende qualsivoglia disposizione, esclusione o restrizione, che venga attuata nel luogo di lavoro e che abbia lo scopo o l’effetto di pregiudicare o annullare, ai danni di una persona disabile o affetta da patologia duratura, il riconoscimento, il godimento e l’esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali.
Voglio diffondere questa vicenda a ridosso della imminente celebrazione della Giornata internazionale delle donne, perché la lavoratrice ha ottenuto un grande risultato e l’affermazione dei propri diritti.
Ecco il caso di Laura (nome di fantasia per tutelarne la privacy) che, a causa di sue patologie, aveva bisogno di lavorare su 5 giornate settimanali per poter fruire di un adeguato recupero psicofisico: la sua richiesta di poter beneficiare di una diversa articolazione dell’orario di lavoro, come forma di accomodamento ragionevole (ex artt.3 d.lgs. 216/2003 e 5 bis) era stata rifiutata dal datore di lavoro. Il rifiuto di un accomodamento ragionevole, senza valide ragioni, configura una discriminazione in base alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ripresa dalla normativa comunitaria e nazionale, che non solo vieta ogni forma di discriminazione nei confronti di persone con disabilità, ma obbliga anche ad adottare misure adeguate per eliminare la discriminazione sulla base della disabilità e ad eliminare ogni ostacolo che limiti il diritto delle persone a partecipare alla vita lavorativa in condizioni di uguaglianza.
Il caso è stato trattato in prima istanza da me, in qualità di Consigliera di parità della Provincia di Rimini e, successivamente, definito con ricorso in giudizio proposto dall’avvocata Francesca Brusoni.
Il lavoro è un diritto fondamentale e rappresenta più di un semplice mezzo di autodeterminazione: è un importantissimo strumento di realizzazione personale, di autonomia e di partecipazione attiva alla società.
Per le persone con disabilità, come per chiunque altro, l’inclusione lavorativa non è solo una questione di equità economica, ma una chiave per l’affermazione della propria dignità e del proprio potenziale.
Con questa testimonianza e in occasione dell’ormai imminente ricorrenza dell’8 marzo, mi piace ricordare l'importanza di garantire a tutte e tutti le condizioni per un lavoro accessibile e dignitoso, che possa assicurare a tutte le persone un'occupazione produttiva in condizioni di libertà, equità, sicurezza e dignità umana."
La Consigliera di parità della Provincia di Rimini, Adriana Ventura.