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È di nuovo l’8 marzo

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L'8 marzo celebra le donne in guerra, protagoniste di resistenza. Le donne ucraine, russe e afghane lottano contro la violenza. L'Italia promuove la protezione dei minori e la pace.

Data:

06 Marzo 2025

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Nel mondo si celebra ancora una volta la giornata internazionale dei diritti della donna, ma quest’anno le celebrazioni si svolgono in uno scenario diverso in cui le donne, in tempo di guerra, si stanno rivelando sempre più protagoniste e determinanti; la storia ci ha insegnato che ogni guerra, da sempre intensifica la disuguaglianza di genere e frena i diritti umani, anche quelli che sono stati duramente conquistati nel tempo.
 La guerra porta con sé morte, distruzione e violenza, anche violenza sulle donne che sono protagoniste di resistenza e quest’8 marzo più che mai, sono proprio le donne a raccontare la guerra e a fare la resistenza:
le donne ucraine, che sono rimaste nel loro Paese, donano il loro sangue ai soldati feriti, ma anche ai civili colpiti dagli attacchi, cuciono divise mimetiche e cucinano pasti caldi per l’esercito e per i volontari; donne che combattono in battaglia, nella lotta clandestina.
Le donne russe, che si uniscono per opporsi attivamente al loro governo e chiedono in accorati appelli la fine di questa guerra, anche e soprattutto per i loro figli e i loro mariti impegnati nei combattimenti e poi  le donne afghane che portano avanti la loro rivoluzione silenziosa, resistenti per una cultura di pace e per difendere i diritti delle donne.
La piaga dei conflitti armati fa sì che le bambine in aree belliche  siano particolarmente a rischio di abusi fisici e sessuali, con effetti permanenti sulle loro vite, questi crimini nello Statuto della Corte Penale Internazionale, sono crimini contro l’umanità.
Se la storia ci ha insegnato che in guerra i corpi delle donne sono campi di battaglia, la resistenza di queste donne, la loro lotta, è e deve essere, il punto di ripartenza per le lotte di emancipazione e libertà delle donne di tutto il mondo, ed è anche per questo che il mio pensiero, in questa giornata particolare, va soprattutto a queste bambine, a queste donne.
L’Italia è impegnata nella protezione dei minori, nei conflitti armati e nell’attuazione del Piano d’Azione Nazionale Italiano su Donne, Pace e Sicurezza, approvato lo scorso dicembre, è necessario prestare particolare attenzione alla condizione delle bambine nelle aree di guerra perchè non ci può essere una piena e significativa partecipazione delle donne alla vita politica, sociale ed economica, senza lo sradicamento di ogni forma di violenza di genere, inclusa quella sessuale, per questo, prevenire e combattere la violenza contro le donne e le ragazze nelle zone di guerra diventa una priorità essenziale di tutta l’umanità.
Buon 8 marzo nell’impegno di tutti e tutte a costruire un mondo di pace.
                La consigliera di parità della Provincia di Rimini
                                   Adriana Ventura

Ultimo aggiornamento: 03/04/2025, 11:13

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